Con quelle luci, cambia fisionomia

Arriva un leggero aggiornamento per la Porsche Macan, la grintosa suv media nata nel 2014. Le forme muscolose, il cofano motore lungo e spiovente, le grandi ruote (con pneumatici più larghi dietro) e la parte superiore della carrozzeria filante non cambiano, e continuano a dare l’idea di un’auto con cavalli da vendere e pronta ad aggredire l’asfalto; il look non è certo quello di una suv “da famiglia”. A questa base riuscita, i ritocchi apportano una gradevole rinfrescata: dietro, i fanali a led sono uniti fra loro, davanti, mascherina e paraurti sono stati ridisegnati; nuovi i cerchi optional di 20 e 21”. Di serie i fari full led. 

La Porsche Macan rinnovata avrà solo motori a benzina, turbo e a iniezione diretta; è già ordinabile, nella versione 2.0 (quattro cilindri, 245 cavalli, due terminali di scarico trapezoidali, 63.763 euro) e nella 3.0 S del test (mossa da un nuovo sei cilindri a V con 354 CV, 14 più di prima, costa 5.734 euro in più della 2.0 e si riconosce per i quattro tubi in coda). Fra qualche mese arriverà una versione più potente; probabilmente sarà una 2.9 biturbo con circa 450 cavalli, mentre per l’ibrida plug-in occorre aspettare almeno un paio d’anni. Sul fronte della sicurezza, debutta il sistema di assistenza alla guida che fino a 60 km/h gestisce freno, acceleratore, sterzo e controlla la marcia nel traffico e negli incolonnamenti (2.611 euro). 

Tutto un altro multimediale

L’abitacolo della Porsche Macan è impostato sportivamente, con posizione di guida rialzata rispetto al terreno ma ben distesa, e con parecchie possibilità di regolazione. Dietro allo snello volante a tre razze si ritrovano tre strumenti tondi (da sinistra, tachimetro, contagiri e schermo del computer di bordo) ben visibili. Il balzo in avanti lo fa l’impianto multimediale: il vecchio schermo di 7” viene sostituito da uno di 10,9”, sempre tattile ma full HD e connesso;  sono incluse la navigazione online con informazioni sul traffico e un hotspot Wi-Fi al quale eventualmente connettersi con i propri smartphone o tablet. Rimangono invece numerosi i tasti attorno alla la leva del cambio che distraggono inevitabilmente dalla guida. Le finiture sono inappuntabili e i materiali raffinati, anche se il vero lusso si paga a parte: di serie, ci sono i sedili anteriori regolabili elettricamente, con rivestimento in Alcantara e similpelle; quelli in pelle costano almeno 3.257 euro. Altre piccole ma apprezzabili novità della Porsche Macan sono il parabrezza riscaldabile (439 euro), lo ionizzatore per migliorare la qualità dell’aria interna e (optional nel pacchetto Spotrt Chrono a 1.165 euro) il volante sportivo con integrato il pulsante Sport Response Button: una funzione che varia la risposta del motore e della trasmissione così da massimizzare le prestazioni per una durata massima di circa 20 secondi.

Spazio per quattro

Nulla cambia nelle dimensioni interne della Porsche Macan, che sono adeguate per quattro adulti, ma non sovrabbondanti come ci si aspetterebbe di trovare in una suv lunga 470 centimetri. Dietro, chi supera i 180 cm di altezza sfiora il soffitto con la testa, e in tre si sta molto scomodi: il divano è stretto e il tunnel centrale alto e spigoloso. Abbastanza ampio è invece il bagagliaio (500/1500 litri), che trae vantaggio anche dallo schienale in tre parti reclinabili (abbassando la sezione centrale si può viaggiare bene in quattro caricando oggetti lunghi come degli sci), e del portellone che si apre e si chiude elettricamente. 

Coinvolgente, senza essere brutale

La Porsche Macan ha sempre offerto un ottimo rapporto fra guidabilità e comfort, e queste doti vengono adesso affinate grazie a piccoli ritocchi alla meccanica: sull’avantreno, braccetti in alluminio più leggeri sostituiscono i componenti in acciaio, mentre lievi variazioni nel diametro delle barre stabilizzatrici puntano a ridurre ulteriormente l’allargamento della traiettoria in curva con le ruote anteriori, garantendo una migliore maneggevolezza. E poi, ci sono un nuovo comando più diretto dei freni, abbinato a dischi anteriori di diametro e spessore maggiorati (rispettivamente, di 1 cm e di 0,2 cm). In effetti, la risposta di impianto frenante, sterzo e sospensioni è quella che ci si aspetta da un’auto con una meccanica sofisticata e una messa a punta curata fin nei piccoli dettagli: la guida è fluida e precisa, con un po’ di rollio ma un’aderenza elevata, e il retrotreno che allarga quel minimo che basta quando si accelera in uscita di curva per facilitare il completamento della traiettoria.

Con le sospensioni ad aria ad altezza regolabile (2.696 euro), e nonostante le maxi-ruote di 21 pollici (3.654 euro), in modalità Comfort si viaggia molto comodi, e con poco rumore. In verità, tenendo conto che siamo in una Porsche, pensiamo che nessuno si lamenterebbe se il motore facesse una “voce” più grossa. Il 3.0 della Porsche Macan è molto fluido, pronto e corposo ai bassi e medi regimi, e lavora bene con il fulmineo cambio robotizzato a doppia frizione; si raggiungono presto velocità molto elevate (come testimoniano lo “0-100” dichiarato in 5,3 secondi e i 254 orari di punta). Tuttavia i più sportivi potrebbero apprezzare una risposta ancora più brutale e un allungo più “cattivo”. Quanto ai consumi, il computer di bordo dopo un percorso affrontato con brio mostrava circa 8 km/l.  

Non così generosa

Tutte le Porsche Macan hanno la trazione integrale, il cambio robotizzato a doppia frizione, un buon impianto hi-fi da 150 watt di potenza (e a pagamento ci sono quelli marchiati Bose da 665 watt e Burmester con oltre 1000 W), il navigatore e il climatizzatore automatico trizona. Resta il fatto che un’auto di questo genere dovrebbe proporre di serie anche i sensori di parcheggio (842 euro), l’apertura delle porte e l’avvio del motore senza dover usare le chiavi (720 euro) e l’interfaccia Apple CarPlay (305 euro, mentre Android Auto non è disponibile). A pagamento sono anche molti aiuti alla guida: cruise control con radar di distanza (1.293 euro), mantenimento in corsia 598 (altrettanti per il monitoraggio dell’angolo cieco dei retrovisori) e cruscotto che mostra i segnali stradali (366 euro).  

Secondo noi

PREGI
> Finiture. L’auto è molto ben realizzata. 
> Guida. Frenata e tenuta di strada sono ottimi per una suv.
> Prestazioni. Sono elevate, come ci si aspetta da una Porsche.

DIFETTI
> Comandi. Quelli sul tunnel sono troppi e distraggono. 
> Divano. Due adulti di media statura ci stanno bene. Un po’ poco, per una suv lunga quasi 470 cm.
> Dotazione. Dato il prezzo, alcuni accessori optional dovrebbero essere di serie.



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