UN GRUPPO IN BUONA SALUTE – “L’Italia è il Paese europeo in cui il gruppo PSA cresce di più”. Una bella soddisfazione per Gaetano Thorel (nella foto), che ha incontrato i concessionari e la stampa a Milano per fare il punto sul giro di boa del primo semestre 2019. Ingegnere, 51 anni, da 25 nel mondo dell’automobile (con ruoli di peso in Ford e FCA), Thorel è entrato nel gruppo a settembre 2018 come responsabile delle vendite di Peugeot Europa. Quattro mesi dopo è passato a dirigere le operazioni italiane del gruppo. Il colosso guidato da Carlos Tavares è una “macchina da guerra”: 1,9 milioni i veicoli venduti e 38,3 i miliardi di euro fatturati nei primi sei mesi di quest’anno, con margini (altissimi per il settore) dell’8,7%, in crescita del 10,6% e generati per lo più dalla divisione auto (2,7 miliardi di euro su 3,3) nel difficile mercato europeo. Nel resto del mondo le cose potrebbero andare meglio, soprattutto in Cina e in America Latina, mentre in Asia pesa l’embargo americano verso l’Iran con conseguente chiusura degli impianti. Altro problema non da poco, la Opel (il quarto marchio, dopo Peugeot, Citroën e DS) rilevata con i conti in rosso dalla GM e rimessa in carreggiata con una ristrutturazione non proprio indolore. I risultati, comunque, si vedono. Al punto da far sembrare persino prudente l’obiettivo di Tavares di un margine del 4,7% di qui al 2021, indipendentemente dalle condizioni di mercato (e mettendo già in conto, quindi, eventi traumatici come la Brexit o inasprimenti dei dazi doganali).

IN ITALIA A GONFIE VELE – Una gallina dalle uova d’oro, la PSA di Tavares. Anche se nel Vecchio Continente le vendite del gruppo nel primo semestre 2019 non sono in espansione. Ma scendono poco e nettamente meno (per merito dei buoni risultati della Citroën) di quelle del mercato totale, e risultano sostanzialmente stabili o in leggera crescita nei mercati che contano, come Germania, Francia, Spagna e Regno Unito. In Italia, invece, vanno proprio a gonfie vele. Ancora qualche numero, giusto per dare un’idea. In un mercato italiano che si contrae del 3,4% da gennaio a giugno, il gruppo PSA aumenta i clienti del 3,7%, portandoli a 176.640. “Un risultato che, in termini di quota, ci colloca ormai a poco più di 8 punti percentuali dal costruttore nazionale”, spiega Thorel: “col nostro 16,3%, in Italia siamo sopra al gruppo Volkswagen, che ha il 15,5. Ma se consideriamo anche i veicoli commerciali, che stiamo vendendo bene, cresciamo del 4,2% e la nostra penetrazione arriva al 16,6%”. A dare le maggiori soddisfazioni in Italia non è la Citroën, che pure mette a segno un buon +3%, ma la Opel, in crescita di quasi l’8% con 60.000 vetture vendute. “Un marchio dalla solida immagine e dalla forte rete commerciale, ormai pienamente inserito nel nostro mondo”, dice Thorel. L’exploit della DS, il brand premium, si deve tutto alla DS 7 (la 3 Crossback è appena arrivata negli showroom) e riguarda ancora piccoli numeri: 2045 auto, contro le 1505 del 2018, sufficienti, però, a fare del mercato italiano il secondo in Europa per questo marchio. Stabili, con poco meno di 63.000 unità, le vendite italiane della Peugeot. Dalla quale, però, ci si aspetta tanto: siamo alla vigilia dei lanci delle nuove 208 e 2008 (qui il nostro test in anteprima), modelli che condividono la piattaforma con la Opel Corsa (qui per saperne di più), altra grossa novità in arrivo. “Con vetture come queste, dovremo assolutamente fare qualcosa di grande”, continua il capo di PSA Italia. “Come ho spiegato ai concessionari, l’obiettivo è di occupare il terreno perso dalla FCA, che di fatto ha abbandonato il segmento B rinunciando a dare un’erede alla Punto”. Nelle utilitarie, del resto, il gruppo francese ha una presenza radicata e può contare, oltre che sulla 208, sulla Citroën C3 (quinta assoluta in Italia, nel primo semestre di quest’anno, con 24.603 unità vendute). 

ANIDRIDE CARBONICA: LIMITI RISPETTATI – L’offensiva di prodotto ha nell’elettrificazione un elemento importante. La road map decisa a Parigi prevede il lancio, entro fine 2020, delle versioni ibride plug-in di DS 7 Crossback, Peugeot 3008 e 508, Opel Grandland X e Citroën C5 Aircross, e di tre altre tre novità non ancora svelate, per un totale di otto modelli. Sette, invece, sempre entro fine 2020, le elettriche pure: DS 3 Crossback E-Tense, Opel Corsa-e, Peugeot e-208 ed e-2008, più altri tre modelli in via di presentazione. Entro il 2025, ogni modello avrà una versione elettrificata. Ma, prima ancora, la sfida è quella di garantire, fin dall’inizio, la piena conformità alla normativa europea che prevede una media, per le emissioni di tutte le auto vendute da un costruttore, di 95 grammi di CO2: rispettando i limiti già dal 1° gennaio 2020, il gruppo PSA tutelerà la propria immagine e non verrà sottoposto a pesanti sanzioni. Che, lo ricordiamo, ammontano a 95 euro per ogni grammo di anidride carbonica in eccesso per vettura.

L’ACCORDO CON ENEL X – Entro il 1° ottobre, inoltre, tutte le concessionarie saranno elettrificate, cioè dotate di colonnine di ricarica. Per eventuali rifornimenti, o semplicemente per mostrare a chi fosse interessato a una di queste auto come si fa un “pieno” di energia elettrica. “Quest’ultima la fornisce Enel X”, dice Gaetano Thorel, “l’operatore con il quale abbiamo messo a punto un piano per i nostri clienti, a sua volta attivo da ottobre, quando cominceremo a consegnare le vetture”. Tre i pacchetti: Street, Home e Full Recharge. Il primo è per chi risiede nelle grandi città ma non disponendo di uno spazio auto privato si rifornirà nelle colonnine pubbliche Enel X utilizzando una sorta di carta prepagata, per un totale di 1350 kW a consumo (non è ancora stato deciso se regalati dalla PSA o proposti a prezzo agevolato); il secondo è per chi ha modo d’installare una wall box (“Ci penseremo noi, con i nostri tecnici” assicura Thorel) dove finirà per rifornirsi; il terzo tiene conto delle esigenze di chi, pur potendo montare una wall box deve effettuare ricariche frequenti perché fa chilometraggi elevati, e quindi usa anche le colonnine pubbliche.

IL PREZZO? “PENSATELO” SU BASE MENSILE – Già, ma quanto costeranno queste auto? “Siamo perfettamente coscienti”, afferma Thorel”, che il prezzo d’acquisto è lo scoglio per chiunque voglia avvicinarsi alle elettriche. Ma i 6.000 euro di ecobonus aiutano. E dobbiamo spingere i clienti a ragionare sulla base di un canone mensile, che può includere servizi di assistenza e tariffe assicurative, per scegliere l’auto in base alle proprie effettive esigenze. Perché è evidente che se un automobilista percorre 30.000 chilometri l’anno e fa lunghi trasferimenti, il diesel è imbattibile. Ma se ci si muove soprattutto in città e si macina meno strada, vince l’elettrico”. Di estremo interesse lo schema messo a punto dalla PSA Italia: riferito alla nuova Peugeot 208, è articolato in 48 rate mensili di 289 euro per la PureTech 100 EAT8 a benzina, di 309 euro per la BlueHDi 100 a gasolio e di 349 euro per l’elettrica e-208; l’anticipo, per tutte, è di 5.900 euro, il limite oltre il quale si pagano delle penali è di 60.000 km. Quale costa di più? Nel concreto, immaginando di percorrere un migliaio di chilometri al mese, il match finirebbe in parità visto che la diesel farebbe spendere 90 euro mensili, quella a benzina 110 e l’elettrica 50. Da aggiungere ai rispettivi canoni mensili: per un totale, per tutte e tre le versioni, di 399 euro. Com’è ovvio, i costi per il carburante sono soggetti alla variabile-prezzo: l’energia elettrica domestica costa molto meno di quella acquistata nelle colonnine pubbliche veloci, ma anche tra un distributore di carburante e l’altro possono esserci notevoli differenze.



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