Da meno di 20.000 euro

Arriva nella concessionarie a fine novembre, con prezzi a partire da 19.620 euro, la nuova Nissan Juke. La crossover compatta del marchio giapponese (ma prodotta in Inghilterra, e in pratica solo per il mercato europeo) mantiene una forte personalità e un legame stilistico col modello che l’ha preceduta, ma ora è più moderna e, indubbiamente, più “macchina”: cresciuta nella lunghezza (di 7 centimetri) e nel passo (la distanza fra il centro delle ruote lungo la fiancata, qui con una differenza di ben 10 centimetri) è basata sulla stessa piattaforma delle recenti Renault Clio e Captur, in forza dell’alleanza con la casa francese. Davanti restano i fari tondeggianti, ai quali si sovrappongono, come delle sopracciglia, le sottili e lunghe luci diurne; queste si collegano al profilo “a U” che contorna la mascherina. La fiancata, con profonde nervature, prevede ampie fasce protettive nere attorno alla parte inferiore e finestrini piccoli (in particolare quelli posteriori, seguiti dalle maniglie delle porte non così comode da azionare). L’ampio spoiler, il lunotto inclinato, le luci spigolose e le forme ricche di incavi e sporgenze aumentano l’aggressività della parte posteriore.  

Curata e connessa

L’abitacolo della Nissan Juke non è molto luminoso, ma la posizione di guida è comoda: ben più di prima, grazie all’ampio sedile (riscaldabile di serie) e all’adozione, finalmente, della regolazione del volante anche in profondità; quest’ultimo, comunque, rimane sempre piuttosto in basso e inclinato in avanti. Le finiture sono molto migliori (con alcune sbavature nelle lavorazioni che imputiamo alla fase di messa a punto della produzione) e questa ricca versione Tekna prevede di serie gradevoli rivestimenti misti, in tessuto ed ecopelle. Riuscita la plancia, con cinque piccole bocchette tonde del “clima” inserite in una fascia di materiale morbido, e sempre presente l’alto tunnel centrale arrotondato, che separa i due sedili. Il cruscotto prevede due strumenti a lancetta, ben leggibili, e un display di ben 7 pollici; a centro plancia, sopra i raffinati comandi del “clima” (automatico, ma solo monozona) e le tre bocchette svetta il display a sfioramento di 8” dell’impianto multimediale, abbastanza reattivo; prevede di serie Apple CarPlay, Android Auto e due prese Usb (di cui una posteriore, solo per la ricarica), mentre bisogna mettere in preventivo 300 euro per il navigatore (con aggiornamenti in tempo reale sul traffico e delle mappe, gratis per tre anni e, volendo, a 2,99 euro al mese in seguito).

In più, si può avere l’hi-fi della Bose con otto altoparlanti (quattro integrati nei poggiatesta anteriori) per 600 euro; il suono è molto potente, e piuttosto nitido. La Nissan Juke può anche dialogare con gli smartphone: tramite un’app, si può controllare dov’è l’auto, bloccare o sbloccare le serrature delle porte, attivare clacson o lampeggio dei fari (funzioni gratis per i primi tre anni, e poi disponibili a 1,99 euro mensili) e ricevere una segnalazione quando la vettura, prestata a qualcuno, esce da una zona o supera un’andatura prestabilite (se si vogliono queste funzioni dopo i primi tre anni, si pagano 0,99 euro mensili). Si può poi creare un hotspot Wi-Fi a cui collegare cellulari o computer; questa funzionalità è acquistabile su internet con pacchetti di 2, 5, 10 o 50 GB; il loro costo non è ancora stato definito, ma per 50 GB si parla di circa 100 euro.

Da famiglia? Perché no!

Netto miglioramento nella facilità di accesso al divano e nell’abitabilità: ora quattro adulti, anche piuttosto alti, possono viaggiare con un certo agio all’interno della Nissan Juke. Il divano bene imbottito anche nella zona centrale consente un appoggio confortevole anche per un’eventuale quinta persona, che però deve fare i conti (insieme a chi gli sta a fianco) con la larghezza non eccezionale del divano, e con l’ingombro del tunnel sul pavimento e delle massicce guide dei sedili anteriori, che tolgono spazio ai piedi. La praticità beneficia delle ampie tasche nelle porte e del grande cassetto nella plancia, e non mancano dettagli secondari, ma che tornano utili: come le maniglie di appiglio sul soffitto e le cinture di sicurezza regolabili in altezza. Che la Juke sia adesso un’auto adatta a una famiglia lo testimonia anche il bagagliaio: la capienza di 422 litri (68 più di prima) è buona e c’è l’utile pianale posizionabile su due livelli. Togliendolo, l’altezza di ben 60 cm basta (e avanza) per posizionare due valigioni sovrapposti. Caricare, però, resta scomodo: la soglia è alta, a 80 cm da terra, e chi supera il metro e 80 cm di statura urta facilmente con la testa nel rivestimento in plastica del portellone aperto. 

Mille. E nient’altro che mille

In attesa di una versione ibrida, non ancora ufficialmente annunciata ma in fase di studio (mentre non ci sarà una diesel) la Nissan Juke c’è solo con un 1.0 turbo a tre cilindri con 117 cavalli e 200 Nm di coppia motrice, abbinato a un cambio manuale a sei marce oppure (per un supplemento da 1.600 euro a 2.000 in base all’allestimento) con un robotizzato a doppia frizione e sette rapporti. Noi abbiamo provato quest’ultima versione, riscontrando un discreto brio (gli 11,1 secondi dichiarati nello “0-100” non sembrano lontani dal vero), una rumorosità contenuta e poche vibrazioni; gli innesti delle marce sono fluidi, e la trasmissione ha una buona reattività (maggiore in modalità Sport, ma accompagnata da una risposta un po’ più brusca).

Quanto ai consumi, a fine test abbiamo letto nel computer di bordo della Nissan Juke 15,4 km/litro: niente male, considerando l’andatura piuttosto sostenuta. Lo sterzo è leggero in manovra e ha una risposta omogenea in marcia, priva di reazioni sgradevoli anche sullo sconnesso o in piena accelerazione; l’auto non è rapidissima nei cambi di traiettoria, ma brilla per stabilità anche negli “zig-zag” veloci e quando si deve rallentare in curva: dà molta fiducia al guidatore. Con le gomme di 19”, l’assorbimento delle sconnessioni più evidenti non si può dire morbido, ma la rumorosità non è fastidiosa, neppure in velocità: aiuta il fatto che, a 130 orari in settima marcia, il 1.0 sia a soli 2800 giri. Precisiamo che la Juke è solo a trazione anteriore (a differenza di prima, non è prevista una versione 4×4) ed è priva di modalità di guida specifiche per i fondi a bassa aderenza. 

Già la “base” è ben dotata

In fase di lancio è prevista anche la ricca versione Premiere Edition, una serie speciale ordinabile solo via internet (a 26.950 euro se dotata di cambio manuale): ne sono previsti solo 500 esemplari, dei quali 30 per l’Italia (e 20 già venduti al momento in cui scriviamo). Ma la Nissan Juke è proposta in altri sei diversi allestimenti. La Visia (l’unica che non può avere la trasmissione robotizzata) costa 19.620 euro e ha sei airbag, il cruise control, i fari full led, la radio con quattro altoparlanti, i cerchi in acciaio di 16”, il “clima” manuale, la frenata automatica di emergenza che può riconoscere anche pedoni e ciclisti, il mantenimento in corsia, la visualizzazione dei segnali stradali nel cruscotto e gli abbaglianti automatici. La Acenta (1.300 euro in più) aggiunge i cerchi in lega di 17”, il display di 8”, Android Auto e Apple Car Play e l’utilissima telecamera di retromarcia. La Business (altri 1.150 euro) ha anche il navigatore, il ruotino di scorta (optional per tutte le altre a 150 euro) e i sensori di distanza posteriori, la N-Connecta (più 450 euro) il freno a mano elettronico, la chiave “intelligente”, i vetri posteriori scuri, il “clima” automatico e materiali più raffinati per gli interni. Ci sono poi la N-Design (1.200 euro supplementari) con interni personalizzabili, finiture esterne grigie e cerchi di 19”, e infine la Tekna: altri 950 euro (e siamo a 24.780 per la versione con cambio manuale) per avere anche l’avviso anti-colpo di sonno, i sensori dell’angolo cieco, il cruise control adattativo, il centraggio in corsia e l’allarme (nonché la frenata automatica) in caso di veicoli in arrivo mentre si fa una “retro”. 

Secondo noi

Pregi
> Abitabilità. L’auto è molto comoda per quattro adulti.
> Dotazione. Tenendo conto del prezzo, di serie c’è davvero tanto.
> Finiture. L’abitacolo è curato e rivestito con materiali gradevoli.
> Sicurezza. Tenuta di strada e stabilità sono di buon livello, e ci sono molti aiuti alla guida.

Difetti
> Accesso al bagagliaio. La soglia di carico è alta, e il portellone non si solleva molto.
> Comfort sullo sconnesso. Le gomme di 19” rendono un po’ saltellante la marcia sui fondi non livellati.
> Gamma. Il 1.0 è valido, ma chi cerca più sprint o economia d’uso non trova risposta. Manca anche una versione 4×4.
> Vetri posteriori. Sono piccoli, tanto da limitare un po’ la luminosità interna e la visuale.



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