Punta su look ed efficienza

La quarta generazione della Mazda 3 si distingue per le linee slanciate e per il frontale molto lungo che, contrapposto alla corta coda e arrotondata, dà grinta e personalità. La cinque porte, l’unica venduta in Italia, ha dimensioni leggermente maggiori rispetto alle sue rivali (446 cm la lunghezza, uno meno di prima). È disponibile a gasolio, con un 1.8 da 116 CV, oppure in versione ibrida “leggera” (mild hybrid) a benzina: una rarità per questo genere di vettura. La Mazda 3 ibrida, protagonista del nostro test, abbina a un 2.0 a benzina da 122 CV un piccolo motore elettrico da 7,9 CV collegato mediante una cinghia: dà una mano in accelerazione (riducendo i consumi) e funge da motorino d’avviamento. Ad alimentarlo è una batteria agli ioni di litio montata sotto il divano, che viene ricaricata dalla stessa unità a corrente sfruttando l’inerzia della vettura nei rallentamenti. Inoltre, sempre per contenere le emissioni e migliorare l’efficienza, quando è richiesta poca potenza si disattivano due dei quattro cilindri. 

Si parte da 23.200 euro

Entro la fine del 2019 si aggiungerà un innovativo motore a benzina ad accensione spontanea: come per quelli a gasolio, l’avvio della combustione per la miscela aria benzina nella camera di scoppio avviene per compressione (leggi qui per saperne di più). L’unità, sempre abbinata al motorino elettrico del sistema “mild hybrid”, eroga 181 CV e promette consumi particolarmente bassi; sarà disponibile anche per la Mazda 3 4×4.

La nuova Mazda 3 è già in vendita, con prime consegne a marzo 2019. Considerando la ricca dotazione di serie, i prezzi sono interessanti. Per le versioni a benzina si va da 23.200 euro della Evolve (con allarme anti-colpo di sonno, cerchi in lega di 16”, cruise control adattativo, fari full led, frenata automatica d’emergenza con rilevamento anche di pedoni e ciclisti, monitoraggio dell’angolo cieco dei retrovisori, navigatore, sistemi di mantenimento in corsia e di riconoscimento dei cartelli stradali con i limiti di velocità). 

Ancora più ricchi gli allestimenti Executive (ha anche l’accesso e avviamento “senza chiave”, i sensori di parcheggio anteriori e la retrocamera) ed Exceed (con rilevamento di veicoli in arrivo nell’uscire dai parcheggi in retromarcia). Al vertice della gamma la Exclusive, che a benzina costa 27.150 euro: ha pure i cerchi di 18” e i sedili in pelle. Con gli stessi allestimenti i modelli a gasolio hanno un costo compreso fra 25.400 euro e 29.350 euro. Optional per entrambi i motori il cambio automatico: 2.000 euro.

Dietro scarseggia la luce

Nell’abitacolo della Mazda 3, elegante e ben rifinito, spicca l’andamento sinuoso della plancia, attraversata da uno spesso rivestimento in finta pelle. Al centro emerge lo schermo di 8,8” dell’impianto multimediale. Ha una grafica moderna e, completo di Android Auto e Apple CarPlay, si comanda con la pratica manopola fra i sedili. Intuitivi anche gli altri comandi, raggruppati in pochi tasti e due manopole nella consolle. Il cruscotto, incorniciato dai due diffusori del climatizzatore, ha il tachimetro digitale e fornisce molte informazioni in modo chiaro. Ben studiata anche la posizione guida: piuttosto bassa, ha estese regolazioni elettriche. Il sedile ha un’imbottitura spessa e il rivestimento in pelle è di qualità. Se davanti dello spazio non ci si può lamentare, dietro non è eccezionale e la ridotta superficie dei finestrini (oltre ai massicci montanti posteriori del tetto) toglie ariosità. Considerate le dimensioni dell’auto, il baule non è molto capiente (rivali più corte offrono più spazio): solo 351 litri col divano in posizione d’uso, che crescono a 1019 reclinandolo. Inoltre, fra la battuta del portellone e il fondo c’è un “salto” di 20 cm: scomodo. 

Si guida volentieri

Dai 122 CV del 2.0 a benzina aiutato dal motore elettrico ci saremmo aspettati una spinta più consistente (specialmente in ripresa). Comunque quella fornita è più che sufficiente per una guida disinvolta (alla portata lo “0-100” in 10,4 secondi e i 197 km/h di velocità massima) e, soprattutto fluida: la notevole regolarità di funzionamento dei due motori (impercettibile la disattivazione dei pistoni) garantisce una bella elasticità. A rendere gradevole l’esperienza al volante con la Mazda 3 contribuiscono lo sterzo preciso e non troppo leggero ma, soprattutto, il cambio manuale: gli inserimenti delle sei marce sono morbidi e ben guidati da una leva che ha una corsa breve. 

Nei percorsi tortuosi affrontati con brio la Mazda 3 sfoggia un’agilità di tutto rispetto, anche grazie alla taratura delle sospensioni che, però, non sempre filtrano a dovere buche e tombini. Complici i pneumatici 215/45 R 18 (di serie per la Exclusive) la tenuta di strada è elevata e il comportamento sincero della vettura difficilmente mette in difficoltà il guidatore. Assorbimento delle sconnessioni a parte, il comfort è elevato: l’isolamento acustico risulta accurato e, anche dopo ore, il sedile di guida non affatica. Critica, invece, la visibilità laterale posteriore: colpa dei larghi montanti posteriori del tetto e del piccolo lunotto. Uno scotto da pagare al design personale della vettura. Nel test quasi interamente su percorsi extraurbani il computer di bordo ha calcolato circa 13 km/l, mentre il dato medio di omologazione è di 19,2 km/litro.

Secondo noi

Pregi
> Dotazione di serie. Tutti gli allestimenti sono generosi, in particolare quello del test.
> Cambio. È preciso e morbido negli inserimenti.
> Personalità. Il look non passa certo inosservato.

Difetti
> Baule. Non è dei più capienti e pratici.
> Posti dietro. Sono poco ariosi.
> Ripresa. Risulta poco incisiva.



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