Un restyling anomalo

Dopo cinque anni, si aggiorna la Land Rover Discovery Sport, il modello più venduto della casa inglese (a oggi è stato scelto da quasi mezzo milione di persone nel mondo): fuori cambiano paraurti, luci e cerchi, ma la vera rivoluzione è sottopelle. La precedente piattaforma D8 non era compatibile con l’elettrificazione dei motori e si è dovuto usare quella della nuova Evoque, chiamata PTA. In pratica, tutto quello che c’è sotto i sedili è nuovo, comprese le sospensioni: quelle posteriori conservano una parentela con le precedenti, ma ora la “culla” di supporto è avvitata direttamente alla scocca senza utilizzare boccole di gomma. Se poi le lamiere della carrozzeria sono uguali di aspetto, l’uso di acciai più resistenti ha permesso di aumentare la rigidità della struttura del 13%. In pratica, solo tetto e cofano sono identici a quelli della Discovery Sport appena pensionata.

Ibrida leggera

Già in consegna, la nuova Land Rover Discovery Sport è offerta con motori 2.0 a quattro cilindri, a benzina o a gasolio, da 150 a 300 CV. La meno potente parte da 39.000 euro, è una turbodiesel a trazione anteriore con cambio manuale ed è l’unica non omologata come ibrida. Le altre sono 4×4 con trasmissione automatica a nove marce e richiedono almeno € 44.200. Per loro, un maxi-motorino di avviamento collegato con una cinghia all’albero motore recupera energia in rilascio (sotto i 17 km/h il 2.0 si spegne da solo), che viene immagazzinata in una batteria agli ioni di litio da 200 Wh posta sotto il sedile di guida. In accelerazione, la stessa unità elettrica fornisce fino a 140 Nm di coppia (più che altro, riduce il ritardo di risposta del turbo): l’auto è un’ibrida “leggera” (o, per dirla all’inglese, mild hybrid) e gode delle stesse agevolazioni delle ibride “full”, come l’accesso ad alcune Ztl, in base alle ordinanze comunali. E l’anno prossimo arriverà anche la plug-in, mossa da un motore elettrico e da un tre cilindri 1.5 a benzina.

Che finiture!

Gli interni sono cambiati parecchio: sebbene la Land Rover Discovery Sport rimanga un’auto che punta soprattutto alla praticità (numerose le prese per la ricarica e i vani), le finiture sono migliorate. Forse non “fanno scena”, ma sono di qualità: basti pensare che l’intera plancia e tutti i pannelli porta sono interamente rivestiti di materiale morbido. Questi hanno mantenuto i tasti per gli alzavetro in alto, alla base del vetro: un po’ scomodi, visto che per azionarli si alza parecchio il braccio. Con l’aggiornamento, il tunnel centrale è stato rialzato di 9 cm, ricavando un grande portaoggetti di 7,3 litri fra i sedili. Per contro i progettisti hanno dovuto abbandonare il selettore del cambio a rotella in favore di una classica leva, più alta e raggiungibile appoggiando il gomito destro sul poggiabraccio. Elevato lo spazio per chi sta dietro, anche se è uno spilungone. Il divano è poi scorrevole, mentre abbattendolo lo spazio è aumentato del 5%: merito del diverso disegno degli schienali posteriori, che ora formano un piano quasi piatto. Non economici (€ 1.333) e adatti solo a bambini i due posti nel baule, che fanno perdere circa 150 litri di capacità di carico.

Schermo abbassato

L’aggiornamento della Land Rover Discovery Sport ha interessato anche i comandi nella consolle: pratiche le “rotellone” che, a scelta, controllano la temperatura del “clima”, i flussi, il riscaldamento o la ventilazione dei sedili (optional con le regolazioni elettriche estese: da € 2.241) e persino le modalità di guida. Inediti il cruscotto (quello digitale con schermo di 12,3’’ costa € 718) e il sistema multimediale, il cui display touch ha una diagonale di 10,3’’: per tenerlo integrato nella plancia, ma comunque raggiungibile con le dita, è stato posizionato più in basso, al posto delle bocchette d’aria. Una soluzione che privilegia il design alla praticità, visto che per guardarlo ora si distoglie maggiormente lo sguardo dalla strada. In compenso, dispone di Android Auto e Apple CarPlay ed è discretamente veloce, oltre che ricco di funzioni. Al debutto anche la ricarica wireless per i telefonini compatibili: 103 euro persino sulle versioni più ricche.

Con calma, dà il meglio

L’indole da auto di famiglia è confermata fin dai primi metri: il 2 litri turbo da 249 CV muove i quasi 1900 kg di auto senza problemi e in silenzio, ma le auto vivaci sono altre. Inavvertibili i passaggi di marcia (le palette al volante sono però riservate alle vistose versioni sportiveggianti R-Dynamic) e discreta la spinta dai primi giri: la Land Rover Discovery Sport dà il meglio di sé quando viene guidata senza irruenza. Anche perché, se lo sterzo risulta pronto nei primi gradi di rotazione, basta poco perché si inneschi un evidente rollio, che porta presto ad allargare la traiettoria. In compenso, questa taratura delle sospensioni assicura un buon assorbimento, anche sui fondi più irregolari e persino con i cerchi di 21’’ (€ 2.990). Optional (€ 1.128) gli ammortizzatori a controllo elettronico, ma il comportamento dell’auto non viene certo snaturato. Di qualità anche l’insonorizzazione: solo sull’asfalto più ruvido emerge un po’ di rumore di rotolamento.

Brilla in fuori strada

Dove, invece, si può muovere pochi appunti alla Land Rover Discovery Sport è nel comportamento su fondi difficili. Oltre alla trazione integrale “intelligente” (la potenza arriva alle ruote dietro solo se serve), sono di serie All Terrain Progress Control (mantiene costante la velocità fra 1,8 e 30 km/h, lasciando al guidatore il compito di concentrarsi solo sullo sterzo) e il Terrain Response 2 (tre modalità di guida pensate per il fuori strada, più quella automatica). Solo le 2.0 diesel da 241 CV, però, hanno l’Active Driveline (e di serie…):  una coppia di frizioni a controllo elettronico ripartisce la coppia fra le ruote posteriori, migliorando la motricità e potendo fare le funzioni di blocco del differenziale. Le telecamere perimetrali (€ 472), inoltre, servono il Clearsight Ground View: registrano il terreno davanti all’auto, mostrandolo nello schermo della plancia assieme alla posizione delle ruote, in modo da far capire immediatamente dove poggiano i pneumatici. Tutta questa tecnologia si traduce in una facilità disarmante nell’affrontare il fuori strada, con l’auto che trova sempre facilmente trazione a dispetto delle gomme di serie M+S ma non certo tassellate.

Secondo noi 

PREGI
> Abitabilità. Lo spazio nelle prime due file è invidiabile.
> Comfort. Persino con i cerchi più grandi, quasi non si nota quando si passa su buche e rattoppi dell’asfalto.
> Fuori strada. La motricità è assicurata sui fondi più viscidi; e ci sono molti sistemi per “semplificare la vita” in off-road .

DIFETTI
> Alzavetro. Posti in alto, vicino al finestrino, fanno alzare molto il braccio per raggiungerli.
> Palette al volante. I comandi del cambio dietro la corona sono riservate alle R-Dynamic: più care, vistose e meno votate all’off-road
> Schermo centrale. Col restyling l’hanno messo più in basso e ora si vede peggio.



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