Perde un cilindro

Limitare i consumi di carburante e le emissioni, incluse quelle di anidride carbonica, ormai è d’obbligo per tutti i costruttori di auto: lo chiedono i clienti e, soprattutto, lo richiedono le normative. A questo discorso non si sottraggono neppure le piccole e leggere citycar: ne sono un esempio le nuove Fiat 500 e Fiat Panda ibride (della prima parliamo qui). Emissioni e consumi dichiarati calano fino al 30% grazie all’adozione di un sistema ibrido “leggero”, che abbina al nuovo 1.0 a tre cilindri aspirato da 69 cavalli un motorino elettrico, alimentato da una piccola (0,13 kWh) batteria agli ioni di litio. Il confronto è fatto rispetto al vecchio 1.2 a quattro cilindri e riguarda le versioni Cross (quelle con carrozzeria leggermente rialzata, ma con trazione anteriore) a cui inizialmente questa soluzione è riservata. Le altre (Pop, Easy e Lounge) restano ancora per qualche mese “fedeli” al 1.2, che viene mantenuto anche per i modelli a Gpl. Le varianti a metano e quelle 4×4, invece, si basano sempre sul bicilindrico turbo TwinAir.

Ha una marcia in più

Alla riduzione dei consumi contribuisce anche il nuovo cambio manuale a sei marce (una in più di prima, una rarità fra le citycar) e il fatto che la Fiat Panda Hybrid 1.0 sia stata alleggerita di una ventina di chilogrammi e ribassata di pochi millimetri rispetto alle vecchie Cross, guadagnando ancora qualcosa in termini di efficienza. Ma non c’è dubbio che il primo protagonista sia il sistema ibrido, che, fra l’altro consente l’accesso ad alcune Ztl (come l’area C di Milano). In avviamento e nelle partenze da bassa velocità entra in gioco il motogeneratore elettrico da 5 cavalli: prende l’energia da una piccola batteria al litio a 12 volt, che è nascosta sotto il sedile del guidatore (quella tradizionale, al piombo, rimane nel cofano) e si ricarica nei rallentamenti, quando l’unità elettrica fa da generatore. Inoltre, già sotto i 30 km/h è possibile far spegnere il tre cilindri mettendo il cambio in folle: è lo stesso quadro strumenti a suggerirlo. Il tutto, ovviamente, a beneficio dei consumi. Per ridurre i costi di manutenzione, invece, la distribuzione, a due valvole per cilindro, è affidata a una catena collegata all’albero a camme: non va sostituita, al contrario delle più diffuse cinghie di distribuzione.

Nel traffico è ottima

Nel nostro test sulle strade di Torino abbiamo apprezzato la fluidità di funzionamento del sistema ibrido, anche nei (rapidi) riavvi del motore. Tuttavia, il 1.0 a tre cilindri si fa sentire un po’ in accelerazione, soprattutto se confrontato con il “vecchio” 1.2. Apprezzabile il brio, almeno ad andature cittadine. Ed è sempre in città che si apprezza la grande agilità della Fiat Panda 1.0 Hybrid: non solo per le dimensioni compatte, ma anche per la buona visibilità in tutte le direzioni che consente di muoversi agevolmente nel traffico (oltre che nelle manovre). Confortevole la posizione di guida piuttosto rialzata, con la (ben manovrabile) leva del cambio a ridosso della plancia. Quanto ai consumi, la verifica spetterà alla nostra strumentazione in occasione di una prova completa. Per ora, accontentandoci di quanto indicato dal computer di bordo, non ci sono parsi elevati i 18 km/litro letti a fine prova (il dato di omologazione NEDC parla di 25 km/l).

Anche gli interni sono “eco”

La nuova Fiat Panda 1.0 Hybrid è proposta in tre allestimenti: City Cross, Launch Edition e Trussardi (qui tutti i prezzi). A quello intermedio, oggetto della nostra prova, sono riservati alcuni ricercati dettagli: dal logo ad “H” nei due montanti centrali alla tinta verde rugiada della carrozzeria (optional da 600 euro). All’interno, la plancia è verniciata dello stesso colore (in questo caso di serie), ma il leggero effetto a “buccia d’arancia” non è dei più gradevoli alla vista. Sempre la Hybrid Launch Edition ha i sedili in tessuto ricavato da plastiche riciclate e recuperate negli oceani: è certificato dalla Seaqual Initiative, organizzazione attiva nella pulizia dei mari di tutto il mondo. Il colore vivace rende ancora più sfizioso l’abitacolo, che è anche spazioso in rapporto alle dimensioni esterne dell’auto. Peccato che di serie il divano sia omologato solo per due: il terzo posto è a pagamento, come pure lo schienale frazionato.

Secondo noi

Pregi
> Abitabilità. Lo spazio a bordo è davvero buono in rapporto agli ingombri di questa citycar. 
> Cambio. È a portata di mano e ben manovrabile. E ha ben sei marce: una rarità per questo tipo di vetture.
> Manovrabilità. Nel traffico la Panda resta imbattibile, anche grazie alla buona visibilità in ogni direzione.

Difetti
> Divano. Si pagano sia il quinto posto sia lo schienale diviso in due parti.
> Plancia verniciata. Il colore è vivace, ma il leggero effetto a “buccia d’arancia” non è dei più gradevoli.
> Rumorosità in accelerazione. Dando “gas” il 1.0 a tre cilindri si fa sentire, soprattutto se confrontato col vecchio 1.2.



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