* In base al nuovo ciclo WLTP 
**Con ruote di 18” dell’auto del test (da 650 euro)

Si fa notare

Lunga 412 centimetri, la DS 3 Crossback è la prima crossover formato tascabile del marchio francese (fa parte del Gruppo PSA, insieme a Citroën, Opel e Peugeot). Disponibile soltanto a trazione anteriore, punta sull’aspetto ricercato: innumerevoli le personalizzazioni fra la tinta della carrozzeria, del tetto e delle ruote. Il frontale è imponente e presenta singolari luci diurne a led ai lati del paraurti: hanno un sinuoso andamento verticale. La cornice (cromata o nera) della maxi-mascherina si prolunga sotto i fari. Un elemento simile va a sottolineare i fanali, inseriti in una parte posteriore sobria e arrotondata. Le nervature danno alle fiancate un aspetto sfaccettato e una pinna va incunearsi nei finestrini posteriori. Una sciccheria le maniglie a filo della carrozzeria: fuoriescono solo quando servono.

Pure a corrente, ma non subito

La DS 3 Crossback è già in vendita (prime consegne a maggio 2019) con due motori a scelta: il tricilindrico 1.2 turbo a benzina nelle versioni con 101, 131 o, come per l’auto del test, da 156 CV (gli ultimi due solo con il cambio automatico a 8 rapporti) e il 1.5 diesel da 102 oppure 131 CV (il più potente solo con l’automatico). Per la DS 3 Crossback elettrica, accreditata per 320 km di autonomia con una ricarica, occorre attendere fine 2019. I prezzi non sono bassi ma includono un’apprezzabile dotazione di serie. L’allestimento meno caro So Chic (da 26.200 euro a 31.700 euro), che è quello del test, ha di serie l’avviso d’involontario cambio di corsia, i cerchi in lega di 17”, il cruscotto digitale (con schermo di 7”), che riproduce anche i segnali dei limiti di velocità (letti dalla telecamera nella parte frontale dell’auto), la frenata automatica d’emergenza (attiva fino a 85 km/h) e i sensori posteriori di distanza. Per 1.200 euro in più a parità di motore, la Performance Line (da 27.400 euro a 32.900) offre anche i fanali a led e il rivestimento per plancia e porte in Alcantara. Quest’ultimo è assente nella Business (non disponibile con il 1.2 a benzina da 156 CV) che, agli stessi prezzi della Performance Line, include il navigatore e la ricarica senza fili per i telefonini predisposti. 

Al momento del lancio della DS 3 Crossback e per un periodo limitato di tempo c’è anche la Première: dotata di fari full led, interni in pelle e ruote di 18”, costa 38.500 euro con il 1.2 da 131 CV e 40.500 euro con quello da 156 CV. Fra gli optional, il pacchetto DS Drive Assist Level I (550 euro) con la frenata automatica d’emergenza in funzione fino a 140 km/h, il monitoraggio dell’angolo cieco dei retrovisori e i sensori anteriori di distanza. Il pacchetto DS Drive Assist Level III (1.550 euro, di serie per la Première) aggiunge il cruise control adattativo e il sistema che agisce sul volante per mantenere l’auto al centro della corsia.

 

Eleganza e comandi sparsi

 

 

Considerate le dimensioni della DS 3 Crossback l’abitacolo è spazioso. Dietro, anche i più alti non sfiorano il soffitto con la testa. Peccato che le pinne nelle fiancate rimpiccioliscano tanto i finestrini da ridurre la visuale (e la luminosità dell’interno). Alla moda e tutt’altro che banali i rivestimenti (anche per la zona superiore di porte e plancia): a scelta sono in tessuto o in Alcantara oppure, come per l’auto del test, in un materiale simile alla pelle. Di vero cuoio (1.100 euro) sono i soffici sedili della vettura in prova, caratterizzati da una lavorazione che imita le maglie dei cinturini in acciaio per gli orologi. La seduta non è molto alta e fianchetti avvolgono il corpo senza strizzarlo. Volendo, c’è pure la funzione massaggio (800 euro, di serie per la Première). 

 

Comandi solo virtuali

Per l’originale forma di quadrato ruotato, sono altrettanto appaganti alla vista i diffusori del climatizzatore e i tasti a sfioramento nella plancia. Questi ultimi richiamano alcune funzionalità di bordo da gestire, però, attraverso il soprastante schermo tattile (fino a 10,3”). Muoversi nei vari menù è macchinoso e può far distrarre. Sarebbe meglio avere qualche comando fisico in più nella plancia, per attivare direttamente i servizi principali; per esempio, per impostare la temperatura del clima. Altra scomodità, il pomello per la regolazione elettrica dei retrovisori: è nascosto nella zona inferiore della pancia, sul lato sinistro. Fanno invece un figurone i grandi tasti sfaccettati nel tunnel della DS 3 Crossback: sono per gli alzacristallo, la chiusura centralizzata, il freno di stazionamento e le tre modalità di guida. Però, come per quelli nella plancia, così simili fra loro si confondono: uno scotto da pagare per il bel design. Il motivo del quadrato ritorna nella grafica del cruscotto digitale configurabile: ha una grafica elaborata ma, in modo più chiaro di quel che può sembrare a prima vista, fornisce molte indicazioni e permette anche di visualizzare a tutta la larghezza la mappa del navigatore. Migliorabile anche il tasto di sblocco del portellone, in basso e vicino al portatarga: una posizione scomoda e che rende anche facile sporcarsi le mani. La bocca di carico, però, è ampia e, a parte il salto di 18 cm fra la soglia e il fondo, l’accesso al baule è ok. La capacità di 350 litri (a divano ripiegato salgono a 1050) è discreta. 

Brillante, senza cattiveria

Più che per “graffiare”, nella guida la DS 3 Crossback convince per la fluidità di marcia: la risposta dei 156 cavalli del 1.2 turbo a benzina è regolare  e il cambio automatico ha passaggi di marcia dolci. La consistente riserva di cavalli regala corpose riprese (specie nella modalità di guida Sport) e accelerazioni: alla portata il tempo dichiarato di 8,2 secondi per lo “0-100” e i 208 km/h di velocità massima. Lo sterzo piuttosto diretto e la taratura solida delle sospensioni (oltre alla generosa impronta a terra dei pneumatici 215/55 R 18, da 650 euro) danno una bella agilità e la tenuta di strada è sicura. Tuttavia, forzando il ritmo, il sottosterzo (la tendenza del “muso” ad allargare la traiettoria nelle curve) si fa marcata. Il cambio ha anche la funzione manuale: gli otto rapporti s’inseriscono con buona rapidità mediante le levette solidali al piantone dello sterzo (le avremmo preferite più lunghe per raggiungerle meglio). Nonostante gli ammortizzatori poco cedevoli, l’assorbimento delle buche non delude e la DS 3 Crossback è confortevole: l’insonorizzazione è curata e il tipico frullare dei tre cilindri si avverte soltanto nelle accelerazioni decise. Nel test affrontato anche con brio su tortuose strade extraurbane il computer di bordo ha calcolato un consumo di circa 11 km/l (14,7 quello dichiarato).

Secondo noi

Pregi
> Abitabilità. In rapporto alle dimensioni della vettura, gli interni sono ampi.
> Dotazione di sicurezza. Di serie o in pacchetti sono offerti molti aiuti alla guida, come quello che mantiene l’auto al centro della corsia.
> Originalità. Sia dentro sia fuori l’auto ha un aspetto ricercato.

Difetti
> Comandi. Quelli per i servizi di bordo sono poco pratici.
> Pinna laterale. Va bene che il design vuole la sua parte, ma questo elemento inserito fra i finestrini riduce la visibilità.
> Portellone. Il tasto per sbloccarlo è scomodo e si può sporcare facilmente. 



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